Dal 5 al 7 Set 2012 presso l'Auditorium Oscar Niemeyer di Ravello
Riflessioni e linee di indirizzo per i PsAI sul rischio da frana a dieci anni dalla loro presentazione
I Piani stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PsAI) hanno rappresentato e continuano a rappresentare uno strumento di assoluto rilievo in Italia sia nel campo della Difesa del Suolo e sia in quello molto più ampio della Pianificazione territoriale, come ampiamente testimoniato dai numerosi Convegni che si sono tenuti sul tema e che hanno visto la partecipazione di un’ampia platea di esperti afferenti a molteplici settori disciplinari. Per la loro intrinseca valenza i PsAI sono altresì rientrati, a pieno titolo, in importanti progetti di ricerca sia europei e sia extra-europei all’interno dei quali hanno sistematicamente ricevuto un generale riconoscimento sia per l’entità dello sforzo compiuto e sia per la bontà dei risultati conseguiti che, di fatto, hanno fatto passare il nostro Paese da fanalino di coda alla fine degli anni novanta a Nazione guida in Europa in materia di zonazione del rischio da frana.
Il ruolo rilevante giocato dai PsAI nei settori innanzi citati rende indispensabile, a circa 10 anni dalla loro presentazione, un ulteriore sforzo della Comunità scientifica e di quella tecnica che devono entrambe concorrere per un aggiornamento significativo di questo strumento di lavoro che, con il tempo, ha confermato la validità del suo impianto complessivo oltre che delle finalità perseguite. Ed è proprio per tale motivo che si è ritenuto di promuovere il Convegno che si terrà nei giorni 5-7 settembre 2012 e che, secondo la tradizione LARAM (www.laram.unisa.it), vedrà la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nella gestione del territorio.
In particolare, la prima Sessione sarà coordinata dai massimi responsabili in materia di gestione del rischio in Italia che svolgeranno un’analisi tecnico-gestionale dell’impatto e delle ricadute dei PsAI sulla gestione del territorio.
Eminenti studiosi illustreranno le emergenze che recentemente hanno colpito Paesi importanti quali la Cina ed il Brasile, fornendo elementi sulle modalità di gestione del rischio in realtà economiche di assoluto rilievo a livello mondiale.
Si passerà, quindi, al contributo che la Comunità geotecnica ha fornito e si propone di fornire per rendere sempre più avanzata la gestione del rischio da frana. In particolare, su quest’ultimo tema si illustreranno le iniziative intraprese a livello nazionale nell’ambito di un Progetto PRIN 2007 dal titolo “Analisi e zonazione della suscettibilità e pericolosità da frane innescate da eventi estremi (piogge e sisma)”.
I risultati conseguiti dalle cinque Unità di Ricerca partecipanti al Progetto mettono in luce tutti gli aspetti positivi dei PsAI vigenti ma anche la necessità di un loro aggiornamento secondo due direttici principali. La omogeneizzazione dei Piani, che consentirebbe una visione molto più ampia a livello nazionale del rischio e delle azioni da intraprendere per la sua mitigazione, e della valutazione avanzata, a diverse scale di riferimento, della suscettibilità e della pericolosità da frane indotte da eventi estremi. Il miglioramento che si può conseguire con le metodologie proposte per la valutazione di tali termini del rischio può, infatti, avere un duplice effetto benefico. Rendere sempre più realistiche le zonazioni vigenti e aprire le porte per quella valutazione del rischio quantitativa per la quale già esistono esempi di applicazione in alcuni Comuni italiani e che rappresenta l’asse portante del Progetto europeo “SafeLand” al quale hanno partecipato 27 Unità di Ricerca europee e, tra queste, coloro i quali hanno contribuito nel 1998 a dare l’avvio in Italia ad una zonazione all’avanguardia in ambito internazionale.
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